Nuova Mostra – In posa per Leopoldo Zuccolo 1760 – 1833. Archeologo ritrattista.

La Triennale Europea dell’Incisione continua lo studio e la valorizzazione delle collezioni di grafica dei Civici Musei di Udine con un nuovo programma di lavoro dedicato a tre importanti fondi che testimoniano l’opera di due formidabili disegnatori, Leopoldo Zuccolo ed Antonio Pontini, e le scelte di un raffinato collezionista, e mecenate, Tito Miotti. In occasione della 45° edizione dedichiamo una mostra a Leopoldo Zuccolo, protagonista e divulgatore del gusto neoclassico in Friuli, che ha fondato la sua arte su una solida cultura classica, aggiornata alle idee dell’illuminismo, e sulla passione per l’archeologia e per Aquileia in particolare. Instancabile disegnatore oltre che pittore e trattatista, insegnò a un’intera generazione di giovani i principi del disegno a contorno, molti dei quali allievi del Collegio Barnabita di Udine, ed ebbe anche apprezzate allieve, dedicandosi anche allo studio dell’arte friulana.
Per lui hanno posato nobili e borghesi, di ogni età, colti con vivace espressione e fissati in punta di matita e a china con un fare da miniaturista che si ispira al gusto per il cammeo a imitazione dell’Antico, e una selezione dei suoi ritratti, custodita presso le raccolte del museo udinese, è qui presentata per la prima volta al pubblico. Ma la sua fama sta nel fatto che tra il 1807 e il 1813, fu incaricato del ruolo di primo conservatore del Museo Eugeniano di Aquileia, su incarico del governo francese, con il compito di redigere inventari e disegnare le raccolte archeologiche che si andavano assemblando presso il vestibolo del Battistero della Basilica di Aquileia. I suoi album, conservati presso la Biblioteca Civica V. Joppi di Udine, insieme alle sue memorie autobiografiche, sono una preziosa e insostituibile testimonianza storica sul patrimonio archeologico al tempo noto, e spesso in seguito non più reperito in loco, per l’accuratezza del rilievo, la precisione e anche la metodologia scientifica adottata nella cura del dettaglio, del rilevamento epigrafico, e dello stato conservativo dei reperti disegnati.
Attraverso i suoi ritratti, i suoi scritti, appunti, confessioni, poesie, da vero grafomane e disegnatore infaticabile, Zuccolo ci ha lasciato una testimonianza in diretta preziosa dei suoi giorni e del suo attento sguardo sulla società contemporanea, che oggi ci permette di incontrare, molto da vicino e in un colloquio intimo e diretto, centinaia di volti altrimenti a noi ignoti, che ci raccontano la vita di più generazioni di udinesi e friulani, in una sorta di diario quotidiano, che corre parallelo agli studi di glittica e ai suoi rilevamenti dalle antichità aquileiesi.
In mostra, accompagnata da un catalogo a cura di Giuseppe Bergamini e Isabella Reale, oltre un centinaio di opere grafiche, tra cui alcune pubblicazioni da lui illustrate, e in particolare i suoi disinvolti ed espressivi ritrattini, che raccontano mode e gusti dell’epoca, da osservare grazie a lenti di ingrandimento, accanto ad alcuni precisissimi disegni di gemme e antichità e una selezione di ritratti di sua mano e di Giovan Battista de Rubeis, suo maestro, appositamente restaurati per l’occasione dalla Triennale Europea dell’Incisione

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Presentazione della mostra “Quando l’Arte Lascia il Segno”

Presentazione della mostra "Quando l'Arte Lascia il Segno. Grafica d'avanguardia a nord-est”

La Triennale Europea dell’Incisione e il Comune di Gradisca d’Isonzo in collaborazione con la Regione Autonoma FVG, ERPAC e con il sostegno della Fondazione Friuli hanno il piacere di invitarvi all’inaugurazione della mostra:

 
📍𝐏𝐨𝐥𝐨 𝐂𝐮𝐥𝐭𝐮𝐫𝐚𝐥𝐞 𝐂𝐚𝐬𝐚 𝐌𝐚𝐜𝐜𝐚𝐫𝐢 – 𝐆𝐫𝐚𝐝𝐢𝐬𝐜𝐚 𝐝’𝐈𝐬𝐨𝐧𝐳𝐨 (𝐆𝐎)
📅 Venerdì 14 novembre 2025
⏱ ore 18:00
🗣 interventi di Alessandro Pagotto, Sindaco di Gradisca d’Isonzo, e Giuseppe Bergamini, Presidente della Triennale Europea dell’Incisione

L’esposizione è organizzata e curata dalla Triennale Europea dell’Incisione nell’ambito del progetto di valorizzazione delle collezioni grafiche dei musei del Friuli Venezia Giulia, con focus sulle raccolte della Galleria regionale d’arte contemporanea “Luigi Spazzapan”.

Questa è la terza tappa del progetto Quando l’Arte lascia il segno.  Nuova luce sulle collezioni di grafica dei musei del Friuli Venezia Giulia, l’esposizione accende i riflettori sulle raccolte della Galleria regionale d’Arte Contemporanea “Luigi Spazzapan” di Gradisca d’Isonzo.

Un percorso che mette in dialogo la tradizione incisoria del Nord-Est e le ricerche d’avanguardia, con opere — tra gli altri — di Afro Basaldella, Getulio Alviani, Massimo Bottecchia, Romeo Daneo, Armando Pizzinato, Lojze Spacal.

 

📍Polo Culturale Casa Maccari – Gradisca d’Isonzo (GO)
 
📅Periodo di apertura
14.11.2025 → 04.01.2026
 
⏱ Orari di visita
Venerdì 15.30–19.00
Sabato e domenica 10.00–12.30 • 15.30–19.00


R.S.V.P.

segreteria@comune.gradiscadisonzo.go.it

Invito presentazione

Presentazione Catalogo della mostra “Quando l’Arte lascia il segno. Ottocento romantico. Un album friulano”

A conclusione della mostra “Ottocento romantico. Un album friulano”, tenutasi in Castello presso i Civici Musei udinesi, secondo appuntamento espositivo della trilogia “Quando l’Arte lascia il segno” che la Triennale Europea dell’Incisione ha dedicato alla valorizzazione delle collezioni pubbliche di grafica della regione Friuli Venezia Giulia, martedi 26 novembre ore 17.30 presso la sede udinese della Fondazione Friuli, partner dell’iniziativa, verrà presentato il catalogo illustrato, a cura di Giuseppe Bergamini e Isabella Reale, dedicato all’arte della litografia attraverso una selezione di opere tratte dalle collezioni civiche udinesi. Oltre a un’ approfondita rilettura e catalogazione delle più significative opere di artisti che praticarono questa tecnica, quali Ascanio di Brazzà, Grigoletti, Politi, il volume si focalizza sulla storia degli stabilimenti litografici attivi a Udine nel corso dell’Ottocento, Berletti e Passero.
Viene così indagata, per la prima volta in un unico studio, la straordinaria esperienza della produzione litografica udinese, all’epoca affermata ben oltre i confini regionali. Una serie di saggi arricchisce il panorama della produzione qui per la prima volta esplorata nella sua continuità, in particolare Giuseppe Bergamini indaga attraverso la veduta l’immagine di Udine arricchita dalla presenza della statua della Libertà in piazza Contarena, Marco Stefani ricostruisce la storia di alcuni edifici ottocenteschi in Chiavris di cui resta memoria solo attraverso le vedute di Marco Moro.
Segue un saggio sulla fortuna dell’illustrazione delle opere del poeta Pietro Zorutti grazie a importanti artisti e litografi quali Giuseppe Lorenzo Gatteri e Giovanni Travani, a cura di Vieri dei Rossi, e un’analisi di Isabella Reale su alcune vedute dell’Album pittorico del Friuli eseguito da Ottavio Codecasa e Marco Moro, edite a Udine nel 1841, che per la prima volta raccontano la natura della Carnia e la val d’Incarojo come mete di un turismo attratto dal gusto per il pittoresco che coinvolse anche letterati di chiara fama quali Ippolito Nievo e Caterina Percoto.
Nel corso della presentazione gli autori interverranno presentando i loro studi pubblicati nel catalogo (192pp) che per l’occasione verrà distribuito al pubblico.
Seguirà vin d’honneur.