
Triennale Europea Dell'Incisione
La Triennale Europea dell’Incisione continua lo studio e la valorizzazione delle collezioni di grafica dei Civici Musei di Udine con un nuovo programma di lavoro dedicato a tre importanti fondi che testimoniano l’opera di due formidabili disegnatori, Leopoldo Zuccolo ed Antonio Pontini, e le scelte di un raffinato collezionista, e mecenate, Tito Miotti. In occasione della 45° edizione dedichiamo una mostra a Leopoldo Zuccolo, protagonista e divulgatore del gusto neoclassico in Friuli, che ha fondato la sua arte su una solida cultura classica, aggiornata alle idee dell’illuminismo, e sulla passione per l’archeologia e per Aquileia in particolare. Instancabile disegnatore oltre che pittore e trattatista, insegnò a un’intera generazione di giovani i principi del disegno a contorno, molti dei quali allievi del Collegio Barnabita di Udine, ed ebbe anche apprezzate allieve, dedicandosi anche allo studio dell’arte friulana.
Per lui hanno posato nobili e borghesi, di ogni età, colti con vivace espressione e fissati in punta di matita e a china con un fare da miniaturista che si ispira al gusto per il cammeo a imitazione dell’Antico, e una selezione dei suoi ritratti, custodita presso le raccolte del museo udinese, è qui presentata per la prima volta al pubblico. Ma la sua fama sta nel fatto che tra il 1807 e il 1813, fu incaricato del ruolo di primo conservatore del Museo Eugeniano di Aquileia, su incarico del governo francese, con il compito di redigere inventari e disegnare le raccolte archeologiche che si andavano assemblando presso il vestibolo del Battistero della Basilica di Aquileia. I suoi album, conservati presso la Biblioteca Civica V. Joppi di Udine, insieme alle sue memorie autobiografiche, sono una preziosa e insostituibile testimonianza storica sul patrimonio archeologico al tempo noto, e spesso in seguito non più reperito in loco, per l’accuratezza del rilievo, la precisione e anche la metodologia scientifica adottata nella cura del dettaglio, del rilevamento epigrafico, e dello stato conservativo dei reperti disegnati.
Attraverso i suoi ritratti, i suoi scritti, appunti, confessioni, poesie, da vero grafomane e disegnatore infaticabile, Zuccolo ci ha lasciato una testimonianza in diretta preziosa dei suoi giorni e del suo attento sguardo sulla società contemporanea, che oggi ci permette di incontrare, molto da vicino e in un colloquio intimo e diretto, centinaia di volti altrimenti a noi ignoti, che ci raccontano la vita di più generazioni di udinesi e friulani, in una sorta di diario quotidiano, che corre parallelo agli studi di glittica e ai suoi rilevamenti dalle antichità aquileiesi.
In mostra, accompagnata da un catalogo a cura di Giuseppe Bergamini e Isabella Reale, oltre un centinaio di opere grafiche, tra cui alcune pubblicazioni da lui illustrate, e in particolare i suoi disinvolti ed espressivi ritrattini, che raccontano mode e gusti dell’epoca, da osservare grazie a lenti di ingrandimento, accanto ad alcuni precisissimi disegni di gemme e antichità e una selezione di ritratti di sua mano e di Giovan Battista de Rubeis, suo maestro, appositamente restaurati per l’occasione dalla Triennale Europea dell’Incisione